sabato 29 ottobre 2016
venerdì 28 ottobre 2016
Eliminazione trafo BT/BT su impianto fotovoltaico
Salve a tutti, in molti già ormai sapranno del problema del Decreto Spalma Incentivi varato a fine 2014 dal Governo Renzi, il taglio degli incentivi ha prodotto un processo di "ottimizzazione" della produzione su quegli impianti dove il processo è più rapido ed indolore.
Prima del 2011, la CEI 0-16 permetteva la connessione in rete degli impianti fotovoltaici con potenza da 20 a 100kWp solo tramite l'uso di trasformatori di isolamento BT/BT per limitare l'immissione in rete di componenti continue generate dall'inverter durante il processo di conversione dell'energia.
Con la CEI 0-16 del 2011 tali trasformatori sono diventati inutili in quanto gli inverter ormai avevano a bordo un dispositivo elettronico per il controllo della componente continua al di sotto dello 0,5%.
Ergo... si possono togliere...ma con qualche accorgimento.
Il Distributore di zona (che sia E-Distribuzione, ASSEM SpA, ASSM, ASTEA, DEVAL, ACEA, etc..) permettono tale tipo di operazione, in alcuni casi chiedono di integrare il Regolamento di Esercizio esistente, in altri semplicemente basta inviar una comunicazione.
Prima di fare ciò è bene ricordarsi di aggiornare il firmware dell'inverter alla versione più recente, preferibilmente a quella post Delibera 243, in questo post è stato eseguito l'intervento su un impianto da 99kWp con inverter SOLARMAX modello 15MT e 10MT.
Al Distributore va comunicato che la versione FW risponde alla Delibera 84/2012 e Allegato A70 del Codice di Rete di TERNA e relativa certificazione del costruttore dell'inverter.
Buona serata a tutti.
Prima del 2011, la CEI 0-16 permetteva la connessione in rete degli impianti fotovoltaici con potenza da 20 a 100kWp solo tramite l'uso di trasformatori di isolamento BT/BT per limitare l'immissione in rete di componenti continue generate dall'inverter durante il processo di conversione dell'energia.
Con la CEI 0-16 del 2011 tali trasformatori sono diventati inutili in quanto gli inverter ormai avevano a bordo un dispositivo elettronico per il controllo della componente continua al di sotto dello 0,5%.
Ergo... si possono togliere...ma con qualche accorgimento.
Il Distributore di zona (che sia E-Distribuzione, ASSEM SpA, ASSM, ASTEA, DEVAL, ACEA, etc..) permettono tale tipo di operazione, in alcuni casi chiedono di integrare il Regolamento di Esercizio esistente, in altri semplicemente basta inviar una comunicazione.
Prima di fare ciò è bene ricordarsi di aggiornare il firmware dell'inverter alla versione più recente, preferibilmente a quella post Delibera 243, in questo post è stato eseguito l'intervento su un impianto da 99kWp con inverter SOLARMAX modello 15MT e 10MT.
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| Versione FW prima dell'intervento |
| Versione FW post intervento |
Al Distributore va comunicato che la versione FW risponde alla Delibera 84/2012 e Allegato A70 del Codice di Rete di TERNA e relativa certificazione del costruttore dell'inverter.
Buona serata a tutti.
Nonostante le tremende scosse telluriche il lavoro va avanti... #wearewarriors #earthquake #26102016
Tutto comunque torna alla normalità dopo un primo momento di smarrimento dovuto alle due belle botte di mercoledì sera, il lavoro chiama ed i clienti....pure!!
Non ci arrendiamo, anche ora mentre scrivo la terra continua a tremare... Epicentro a 35km da qui...3.7 della scala Richter dicono sul sito INGV.it ...ma io devo finire la relazione dell'ispezione termografica per il mio cliente...non è adesso il momento di preoccuparsi.
Non ci arrendiamo, anche ora mentre scrivo la terra continua a tremare... Epicentro a 35km da qui...3.7 della scala Richter dicono sul sito INGV.it ...ma io devo finire la relazione dell'ispezione termografica per il mio cliente...non è adesso il momento di preoccuparsi.
martedì 25 ottobre 2016
Calo di produzione: che sta succedendo al fotovoltaico italiano?
Fra gennaio e giugno 2016 in Italia c'è stato un impressionante calo del 13,4% della produzione del parco fotovoltaico. In parte dipende dal meteo, ma le cause sono anche altre.
Secondo studi recenti il calo delle prestazioni degli impianti fotovoltaici sono da imputare a due principali fattori:
- obsolescenza dei moduli fotovoltaici. I moduli fotovoltaici per essere venduti devono avere secondo la CEI EN 61215 un decadimento non più alto del 10% al 10° anno, non più del 20% al 25° anno; è chiaro che il settore, sospinto dal vento degli incentivi, ha accelerato la produzione dei vari fabbricanti di moduli mondiali a discapito della qualità. Quindi molti moduli fotovoltaici presentano un decadimento maggiore di quello previsto ( e in alcuni casi addirittura disastroso);
- il taglio e rimodulazione degli incentivi e tutta la serie di balzelli introdotta dai vari governi quando hanno visto che il settore era "trainante" per l'economia hanno fatto sì che molti investitori (perlopiù stranieri) abbiano ridotto all'osso le manutenzioni e in qualche caso addirittura abbandonato le operazioni di manutenzione, ragion per cui l'impianto è lasciato un pò all'incuria....e non lavora al massimo delle sue performance.
Tutti gli impianti fotovoltaici costruiti ed allacciati alla rete con il I, II, III, IV e V° Conto Energia hanno una Convenzione con il Gestore dei Servizi Energetici per l'erogazione dell'Incentivo per una durata di 20 anni (rimodulata a 24 con il Decreto Spalma-Incentivi).
Questo ci dovrebbe far supporre quindi che i materiali con i quali sono costruiti dovrebbero essere di prima scelta, ma questo non è vero per tutti i produttori di moduli fotovoltaici; molti hanno dichiarato bancarotta già a fine del 2013 per cui molti proprietari di moduli fotovoltaici (i quali attualmente ancora godono della Garanzia di Prodotto di 10 anni) non trovando più un interlocutore dall'altra parte hanno due strade da seguire:
- cambiare i moduli fotovoltaici che presentano delle problematiche con quelli di altri produttori facendo attenzione alle caratteristiche elettriche ed allo smaltimento;
- lasciare tutto così come sta.
Tutto questo si riflette sul mercato con un isterismo generale da parte dei Produttori di energia in possesso di impianti fotovoltaici, nessuno che ti permette di fare un check-up dell'impianto (a parte pochi che lo fanno fare agli "eletti"...che magari avranno competenza pari a ZERO ma siccome la Banca del cliente gli accetta i report prodotti vanno avanti..) nessuno che ti ci fa metter mano per paura che salti fuori qualcosa.
La mia missione invece è molto semplice ed il mio motto molto chiaro "MAXIMIZE YOUR PLANT" tradotto suona come "MASSIMIZZA IL TUO IMPIANTO" ...io li "spremo" fino all'ultimo kWh.. fino all'ultima goccia...!!!
A buon intenditor quindi..
Malattie fotovoltaiche.... Parte 1
I tuoi moduli fotovoltaici hanno questo tipo di segni?? Non aspettare che peggiorino rendendo il pannello fotovoltaico a rischio di incendio... Prenota una ispezione Termografica per capire se si può verificare un corto-circuito con pericoloso innesco di incendio..
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🔥 #cracks #cell #snail#trails #burned #infrared #survey #silicon #pannels
Se trascurati i moduli fotovoltaici con le "bave di lumaca" (snail trails) possono provocare problemi sugli impianti, il primo di tutti una riduzione della efficienza dei moduli, il secondo...
porta a sviluppare una elevata temperatura all'interno dei moduli, e se questi sono installati su una copertura di un edificio industriale sopra ad un lastrico solare composto da pannelli "sandwich" con all'interno materiale infiammabile potete immaginare cosa può provocare....prevenire è meglio che curare dopo il disastro quindi è consigliato effettuare una mappatura completa delle anomalie termiche.
Massimizza il tuo impianto fotovoltaico
Forse penserai che il tuo impianto fotovoltaico sta andando a bomba.... magari costruito con tanti sacrifici, con il sudore della fronte, vedi tutti i mesi ( o quasi ) l'incentivo sul tuo conto corrente ma non ti accorgi nè sai se sta producendo la "giusta" quantità di kWh.
Allora non resta che rivolgerti ai professionisti del settore....fra cui il sottoscritto.
Contattami, non lasciare il tuo impianto abbandonato a se stesso.
Allora non resta che rivolgerti ai professionisti del settore....fra cui il sottoscritto.
Contattami, non lasciare il tuo impianto abbandonato a se stesso.
Aumentare il rendimento dell'impianto fotovoltaico - Parte1
Nel lungo "peregrinare" in giro per il mondo ed il web ne ho viste di tutti i colori, specialmente di metodi per aumentare la produzione in kWh di un impianto fotovoltaico....oggi cominciamo dal più diffuso in rete....innaffiare di acqua i moduli!!!
Bisogna fare le opportune considerazioni:
1 - tutti i moduli fotovoltaici hanno sul data-sheet un coefficiente "y" gamma espresso in %W/°K ed è sempre negativo, vuol dire che per ogni grado centigrado (o Kelvin) superiore ai 25°C delle Standard Condition il modulo fotovoltaico perderà la percentuale di potenza espressa;
2 - raffreddando quindi i moduli fotovoltaici si recupererebbe la potenza persa, come l'effetto Joule in fisica, attenzione....non si guadagna..si recupera...il modulo ha un limite fisico!!
1 - tutti i moduli fotovoltaici hanno sul data-sheet un coefficiente "y" gamma espresso in %W/°K ed è sempre negativo, vuol dire che per ogni grado centigrado (o Kelvin) superiore ai 25°C delle Standard Condition il modulo fotovoltaico perderà la percentuale di potenza espressa;
2 - raffreddando quindi i moduli fotovoltaici si recupererebbe la potenza persa, come l'effetto Joule in fisica, attenzione....non si guadagna..si recupera...il modulo ha un limite fisico!!
Fatte le considerazioni di cui sopra, tempo fa mi è capitato di vedere un siffatto sistema di raffreddamento su di un impianto fotovoltaico; fermo restando che effettivamente vi è un beneficio mi sono fatto delle domande e posto dei seri dubbi sulla cosa:
1 - il raffreddamento è fatto ad acqua....nei posti dove di solito i moduli fotovoltaici soffrono il caldo essa scarseggia, quindi bisogna accumularla;
2 - non può essere usata acqua di rubinetto in quanto lascia residui calcarei, etc....quindi bisogna usare acqua demineralizzata..e nei luoghi di cui sopra inoltre non piove quindi bisogna installare un sistema che demineralizzi l'acqua (ed è un costo..direi non da poco!);
3 - bisogna installare un impianto di irrigazione a tutti gli effetti con uno o più ugelli per ciascun modulo fotovoltaico...quanto costa un impianto del genere?;
4 - visto che la maggior parte degli impianti hanno i moduli installati a una altezza di almeno 1,5mt se impianti a terra e sui lastrici solari se a tetto, quindi bisogna portarla su e riempire un serbatoio di accumulo (altro costo);
5 - l'acqua non esce da sola dagli ugelli ma va tenuto in pressione il sistema, quindi ci vorrà una elettropompa, che si verrà autoalimentata dall'impianto...ma comunque consuma kWh (altro costo);
6 - il sistema di irrigazione va mantenuto efficiente, quindi sarà soggetto a sostituzioni, manutenzione, etc.. (altro costo).
7 - aspetto non di poco conto...lo stress termico delle celle in silicio che vengono innaffiate di acqua nelle ore più soleggiate della giornata che corrispondono a quelle più calde, immaginate cosa succederebbe se su una superficie di vetro o su di un metallo arroventato al sole e con una T>60°C (perchè queste sono le temperature che ci sono ad agosto sulla superficie dei moduli) noi spruzziamo/nebulizziamo acqua che è stata demineralizzata e filtrata diciamo a 25°C...avrebbe un DT>35°C..provocherebbe un forte shock termico alle celle in silicio e a lungo andare dare seguito a tutte le problematiche conosciute come "fratture", "bave di lumaca", "hot-spot", etc...con conseguente diminuzione della produzione.
1 - il raffreddamento è fatto ad acqua....nei posti dove di solito i moduli fotovoltaici soffrono il caldo essa scarseggia, quindi bisogna accumularla;
2 - non può essere usata acqua di rubinetto in quanto lascia residui calcarei, etc....quindi bisogna usare acqua demineralizzata..e nei luoghi di cui sopra inoltre non piove quindi bisogna installare un sistema che demineralizzi l'acqua (ed è un costo..direi non da poco!);
3 - bisogna installare un impianto di irrigazione a tutti gli effetti con uno o più ugelli per ciascun modulo fotovoltaico...quanto costa un impianto del genere?;
4 - visto che la maggior parte degli impianti hanno i moduli installati a una altezza di almeno 1,5mt se impianti a terra e sui lastrici solari se a tetto, quindi bisogna portarla su e riempire un serbatoio di accumulo (altro costo);
5 - l'acqua non esce da sola dagli ugelli ma va tenuto in pressione il sistema, quindi ci vorrà una elettropompa, che si verrà autoalimentata dall'impianto...ma comunque consuma kWh (altro costo);
6 - il sistema di irrigazione va mantenuto efficiente, quindi sarà soggetto a sostituzioni, manutenzione, etc.. (altro costo).
7 - aspetto non di poco conto...lo stress termico delle celle in silicio che vengono innaffiate di acqua nelle ore più soleggiate della giornata che corrispondono a quelle più calde, immaginate cosa succederebbe se su una superficie di vetro o su di un metallo arroventato al sole e con una T>60°C (perchè queste sono le temperature che ci sono ad agosto sulla superficie dei moduli) noi spruzziamo/nebulizziamo acqua che è stata demineralizzata e filtrata diciamo a 25°C...avrebbe un DT>35°C..provocherebbe un forte shock termico alle celle in silicio e a lungo andare dare seguito a tutte le problematiche conosciute come "fratture", "bave di lumaca", "hot-spot", etc...con conseguente diminuzione della produzione.
++++insomma....siamo proprio sicuri di volere installare un impianto di irrigazione con acqua demineralizzata (perchè di questo alla fine si tratta) con tutti i rischi del caso, il cui bilancio costi/benefici faccia praticamente poco più di ZERO??
Riflettiamoci su.. .e alla prossima puntata!
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